giovedì, 16 ottobre 2008


C’è grossa crisi, dicono.

Wall Street crolla, Piazza Affari è in ginocchio, i piccoli risparmiatori tornano a confidare nel materasso e Zapatero continua a ripetere che tutto ciò non avrà alcuna conseguenza per la Spagna.
Berlusconi, dal canto suo, dice che bisogna piantarla con l’evasione fiscale (“Conosco bene il problema della corruzione”, afferma candidamente), continuare a investire in banca e soprattutto smettere di scioperare, che lui non ha tempo per questi giochetti.
La ricetta del Cavaliere, provare per credere.
Intanto leggo che la ministra velina, al secolo Mara Carfagna, ha chiesto alla Guzzanti un milione di euro come risarcimento per i danni che le ha causato la satira di Sabina (“una bella donna, ma che tariffe!”, risponde la comica sul suo blog) e che la periferia di Madrid si sta riempiendo di gitani rumeni – migliaia – costretti alla fuga dall’Italia per le politiche xenofobe berlusconiane.
Insomma, niente è cambiato rispetto a qualche anno fa.
Cambiano gli obiettivi, gli zingari piuttosto che gli immigrati clandestini e Sabina Guzzanti piuttosto che Daniele Luttazzi, e le modalità, il presidio militare invece che i CTP e la citazione per danni al posto dell’ostracismo televisivo, ma la sostanza è la stessa.
Se non è zuppa, è pan bagnato, direbbe mia nonna, che lei, saggia, il materasso non l’ha mai lasciato per una banca.
Nel frattempo la Chiesa Cattolica tace, troppo impegnata nel lodevole tentativo di riabilitare Pio XII, e neanche questa è una novità.

Devo ammetterlo, osservo tutto questo affascinata.
In una maniera perfida, forse, visto che davvero mi manca solo il pacchetto di pop corn tra le mani.
Ho smesso da tempo, di difenderci, e la rabbia di una volta sembra essersi trasformata in una tristezza pacata ma persistente. L’impotenza nei confronti dello stato in cui versa il mio Paese è una specie di spina del fianco che acutizza un po’ di più il suo dolore ogni volta che leggo commenti della stampa spagnola sulla politica italiana o che la mia coinquilina, orgogliosamente gitana, mi domanda: “ma davvero su quella spiaggia la gente continuava a spalmarsi la crema con i cadaveri di due bambine davanti?”.

Uff.
Non male la vena tragica che sto prendendo, considerando che questo doveva essere tutto un altro post. Ma che volete farci, a volte rifletto anch’io…e la nostalgia canaglia assale.
Anche di un Paese che sogna e che sbaglia, sì.


author: statitransitori
category: politica, riflessioni, polemiche, nevrosi
comments: commenti (5) | commenti (5)(popup)

giovedì, 17 aprile 2008
bel paeseNon voglio parlare di politica. Non posso, parlare di politica, soprattutto considerando la vergogna che provo per non essere tornata in Italia a votare. Il lavoro, i soldi, il tempo…cazzate così me lo hanno impedito.
Però sì, posso parlare un po’ di Storia.
Storia patria. Per riflettere, quantomeno.
E senza esprimere commenti: solo voglio postare la biografia (quasi) ufficiale del neo Premier, il Cavaliere, al secolo Silvio Berlusconi.

1936 Nasce a Milano il 29 settembre, da Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga. 1954. Prende la maturità classica al liceo salesiano Copernico e s'iscrive all'Università Statale, facoltà di Giurisprudenza. A tempo perso, vende spazzole elettriche porta a porta, fa il fotografo ai matrimoni e ai funerali, suona il basso e canta nella band dell'amico d'infanzia Fedele Confalonieri (anche sulle navi da crociera). 1957. Primo impiego saltuario nella Immobiliare costruzioni. 1961. Si laurea in legge con 110 e lode, a Milano: tesi sugli aspetti giuridici del contratto pubblicitario, e vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare. E si dà all'edilizia, acquistando un terreno in via Alciati, grazie alla garanzia fornitagli dal banchiere Carlo Rasini, che gli procura anche un socio, il costruttore Pietro Canali. Nasce la Cantieri Riuniti Milanesi. 1963. Fonda la Edilnord Sas: soci accomandanti Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico (per la misteriosa finanziaria luganese Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag).

Nel 1964 apre un cantiere a Brugherio per edificare una città-modello da 4 mila abitanti. 
Nel 1965 è pronto il primo condominio, di cui però non riesce a vendere nemmeno un appartamento. Poi, non si sa come, riesce a venderlo al Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali.
1965. Sposa Carla Elvira Dall'Oglio, genovese, che gli darà due figli: Maria Elvira (1966) e Piersilvio (1969). 
1968. Nasce l'Edilnord 2, acquistando terreni a Segrate, dove sorgerà Milano 2.
1969. Brugherio è completa con 1000 appartamenti venduti.
1973. Fonda la Italcantieri Srl, grazie ad altre due misteriose fiduciarie ticinesi, la Cofigen (legata al finanziere Tito Tettamanti) e la Eti AG Holding (amministrata dal finanziere Ercole Doninelli).

Acquista ad Arcore, grazie ai buoni uffici dell'amico Cesare Previti, la villa Casati Stampa con tutti i terreni ad Arcore, a prezzo di superfavore. Previti infatti è pro-tutore dell'unica erede dei Casati Stampa, la contessina dodicenne Annamaria, e contemporaneamente amico di Silvio e in affari con lui.
1974. Grazie a due fiduciarie della Bnl, la Servizio Italia e la Saf, nasce l'Immobiliare San Martino, amministrata da un ex compagno di università, Marcello Dell'Utri, palermitano. In un condominio di Milano 2 nasce una tv via cavo, Telemilano 58, che passerà ben presto all'etere col nome di Canale 5. Berlusconi si trasferisce con la famiglia a villa Casati, affiancato dal boss mafioso Vittorio Mangano, assunto in Sicilia da Dell'Utri come "fattore", cioè come amministratore della casa e dei terreni. Mangano lascerà Arcore soltanto un anno e mezzo - due anni più tardi, in seguito a due arresti e a un'inchiesta a suo carico per il sequestro di un ospite della villa amico di Berlusconi.

1975. Le due fiduciarie danno vita alla Fininvest. Nascono anche la Edilnord e la Milano 2. Ma Berlusconi non compare mai: inabissato e schermato da una miriade di prestanomi dal 1968 al 1975, quando diventa presidente di Italcantieri, e al 1979, quando assumerà la presidenza della Fininvest. 1977. Appena divenuto Cavaliere del Lavoro, acquista una quota dell'editrice de Il Giornale, fondato nel 1974 da Indro Montanelli. 1978-1983. Riceve circa 500 miliardi al valore di oggi, di cui almeno una quindicina in contanti, per alimentare le 24 (poi salite a 37) Holding Italiana che compongono la Fininvest, di cui si ignora tutt'oggi la provenienza.

Sono gli anni della scalata di Bettino Craxi, segretario del Psi dal 1976, al potere e della sua ascesa al governo.

1978. Si affilia alla loggia massonica deviata e occulta "Propaganda 2" (P2) del maestro venerabile Licio Gelli, a cui è stato presentato dal giornalista Roberto Gervaso. Tessera numero 1816. Di lì a poco comincerà a ricevere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al "Corriere della Sera", controllato dalla P2 tramite Angelo Rizzoli e Bruno Tassan Din. La P2 verrà poi sciolta, in quanto "eversiva", con un provvedimento del governo Spadolini. 1980. Berlusconi fonda, con Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, la concessionaria pubblicitarie per le reti tv.

Conosce l'attrice Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al teatro Manzoni di Milano senza veli. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Berlusconi la riconosce. Padrino di battesimo, Bettino Craxi.
1981. I giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sui traffici del bancarottiere mafioso e piduista Michele Sindona, trovano gli elenchi degli affiliati alla loggia P2. Ma Berlusconi non subisce danni dallo scandalo che travolge il governo, l'esercito, i servizi segreti e il mondo del giornalismo.

1982. Berlusconi acquista l'emittente televisiva Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi.
1984. Berlusconi acquista l'emittente Rete 4 dalla Mondadori: ormai è titolare di tre network televisivi nazionali, e può entrare in concorrenza diretta con la Rai. Ma tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegali di programmi in "interconnessione", cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale.

Craxi vara un decreto urgente (il primo "decreto Berlusconi") per legalizzare
la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo "decreto Berlusconi"), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia.
1985. Berlusconi divorzia da Carla Dell'Oglio e ufficializza il legame con Veronica, che gli darà altri due figli: Eleonora (1986) e Luigi (1988). Le seconde nozze verranno celebrate, con rito civile, nel 1990, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi, Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Gianni Letta.

1986. Berlusconi acquista il Milan Calcio e ne diviene presidente (nel 1988 vincerà il suo primo scudetto). Intanto fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. 
E' Jacques Chirac a cacciarlo dal suolo francese, definendolo "venditore di minestre".1988. Il governo De Mita annuncia la legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Che in pratica fotografa il duopolio Rai-Fininvest, senza imporre al Cavaliere alcun autentico tetto antitrust. Berlusconi acquista la Standa. La legge verrà approvata nel 1990.

1989-1991. Lunga battaglia fra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso, Epoca) e tutto il settore libri. Grazie a una sentenza del giudice Vittorio Metta, che il tribunale di Milano riterrà poi comprata con tangenti dall'avvocato Previti per conto di Berlusconi, il Cavaliere strappa la Mondadori al suo concorrente. Una successiva mediazione politica porterà poi alla restituzione a De Benedetti almeno di Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi.

1990. Il Parlamento vara la legge Mammì, fra le polemiche: Berlusconi può tenersi televisioni (nel frattempo è entrato anche nel business di Telepiù) e Mondadori, dovendo soltanto "spogliarsi" de Il Giornale (che viene girato nel '90 al fratello Paolo).

1994. Berlusconi, ormai orfano dei partiti amici, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, entra direttamente in politica, fonda il partito di Forza Italia, vince le elezioni politiche del 27 marzo alla guida del Polo delle Libertà e diventa presidente del Consiglio. Il 21 novembre viene coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza. Il 22 dicembre è costretto a dimettersi, per la mozione di sfiducia della Lega Nord, che non condivide più la sua politica sociale e preme per la risoluzione del conflitto d'interessi.

1996. Berlusconi, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e soprattutto corruzione giudiziaria insieme a Previti, si ricandida alle elezioni politiche, ma perde. Vince il candidato del centrosinistra (Ulivo), Romano Prodi. Trascorrerà 5 anni all'opposizione, alle prese con una serie di inchieste giudiziarie e di processi, conclusi con diverse condanne in primo grado, poi trasformate in prescrizioni e (raramente) in assoluzioni in appello e in Cassazione.

2001. Il 15 maggio vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà e torna alla presidenza del Consiglio.

Il resto, è Storia piuttosto recente. Gli anni del suo Governo, le ulteriori leggi a proprio favore o a favore dei suoi, le inenarrabili gaffes a livello europeo, il discredito del nostro Paese, la speranza con il Governo Prodi, la rassegnazione, lo sconforto.
E di questo passo di BEL PAESE, ci resterà solo il formaggino!
(O, per dirla alla Oliviero Toscani: *moriremo vestiti alla moda, ma vuoti, volgari e idiotizzati nel profondo*)
author: statitransitori
category: politica, riflessioni, polemiche, vita
comments: commenti (9) | commenti (9)(popup)

venerdì, 25 gennaio 2008

Ora,

la settimana scorsa ho quasi rischiato di venire alle mani con un amico spagnolo, che durante un'accalorata discussione mi ha detto: *ogni Paese ha i politici che si merita*.

Poi vedo questo

2

Questo

1

E infine questo

4

E DAVVERO, NON SO COME DIFENDERCI.

(immagini tratte dal sito de La Repubblica)

author: statitransitori
category: politica, polemiche
comments: commenti (10) | commenti (10)(popup)

venerdì, 10 agosto 2007

Caruso - PRC - ha affermato che Treu e Biagi sono degli assassini. Nel frattempo Gentilini - Lega Nord, ex sindaco di Treviso - ha pensato bene di scuotere l'opinione pubblica esortandola alla pulizia etnica nei confronti dei culattoni.  

Evviva: finalmente la destra e la sinistra italiana hanno raggiunto la parità e possono sfidarsi ad armi pari, quantomeno nella categoria in cui eccellono: la stupiditàE noi restiamo a guardare questo spettacolo. Svilente.  Possibile, che sia davvero tutto qui, quello che la politica italiana ha ancora da offrirci?

author: statitransitori
category: politica, riflessioni, polemiche
comments: commenti (2) | commenti (2)(popup)

sabato, 04 agosto 2007

moccia2

Ieri ero nostalgica, oggi sono un po’ arrabbiata…anzi, a dirla tutta sono proprio inc*°%*ta.

Eppure è una bella giornata, il sole splende alto ed è sabato, quindi su La Repubblica c’è uno degli inserti che più preferisco: L’almanacco dei Libri, piuttosto risicato per via del mese ma con l’ articolo di apertura su Ian Mc Ewan, scrittore che amo molto.

Che bello il sabato de La Repubblica!

E l’articolo è piacevole, ricco e completo. Finito di leggerlo, sfoglio distrattamente un brano di Dave Eggers, cercando le classifiche.

Non ci sono. Questa settimana siamo stati graziati dal solito delirio di titoli inutili, genere Moccia e compagnia bella.

Possibile?

Possibile.

Sorrido compiaciuta, magari tutti i mesi fosse agosto…se non che…

Spettacoli e Tv titola  “Moccia, idolo dei teenagers: per loro debutto da regista”

Appunto, come non detto: lo scrittore giovane per i giovani (Fiorello docet) esce dalla porta e rientra dalla finestra. Ma allora non c’è proprio modo di liberarsene!! Poi dici che il sabato non ti va di traverso, insieme a tutto il caffè!

Manca solo un articolo sul nuovo libro di Paris Hilton, folgorata sulla strada verso la prigione da un'inaspettata conversione mistica (Paris, sei sicura che non era un flash?) e siamo a posto.

E allora non può non montarmi il nervoso.

Anzi, tanti nervosi, se mi si accetta la dicitura: il nervoso per tutta questa gente che s’improvvisa scrittore (ma dico io, non ti basta il tuo di mestiere, che magari lo fai anche dignitosamente...); il nervoso per le case editrici che pubblicano anche le schifezze; il nervoso per tutti quei vigliacchi che recensiscono positivamente le suddette schifezze, gridando periodicamente al miracolo letterario, pur sapendo che loro stessi non c’accenderebbero manco il camino, figurarsi regalarlo, il libro in questione!

Infine, il nervoso per l’invidia che tutti questi signori mi fanno, che inevitabilmente porta all’amare conclusione/riflessione: pure i muri pubblicano.

E vendono.

Pure Moccia, che ha conquistato milioni di adolescenti rincretiniti raccontando una stereopatissima storia d’amore anni Ottanta scritta con una sintassi da terza media e costellata di seguiti ancora più banali, se possibile.

Pure Antonella Clerici con le ricette.

Pure quel pirla degli ZeroPositivo, con buona pace di Eva che ci andava a scuola insieme.

Cristo santo, solo a me non mi pubblica nessuno, a parte qualche antologia! Sarà mica il caso di che anch’io torni a fare il mio mestiere?!

E adesso scusatemi, ma credo proprio che dopo questo sommo momento di autocommiserazione mi dirigerò verso ponte Milvio, a vedere se tra i vari lampioni piegati dal peso di infiniti lucchetti ce ne sia qualcuno adatto ad un estemporaneo suicidio…il buon Federico (Moccia) non me ne voglia.

immagine tratta da www.repubblica.it

author: statitransitori
category: polemiche, libri
comments: commenti | commenti (popup)