domenica, 11 ottobre 2009

A volte vorrei essere un po' meno nevrotica.
Solo a volte, però.
Tornerò, promesso...Appena gli eventi smetteranno di travolgermi, appena il Caso (a volte Caos) mi lascerà respirare, tornerò.
Per ora,vi lascio questa:


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lunedì, 25 maggio 2009
Immagine 1


Piove a dirotto, su questa fottutissima città e stranamente, io che alla pioggia sono sempre stata sensibile, non provo nessuna emozione.
Sarà che non ho ancora imparato ad amarla, questa Valladolid in cui mio malgrado sono capitata, facendomi scudo dietro necessità che spero un giorno giustificheranno il sacrificio quotidiano di vivere in un luogo verso cui non provo alcuna empatia.
O forse sarà che ancora non ho imparato a non farmi deludere, a non proiettare aspettative che immancabilmente si dimostrano deboli.
Dovrei sapere che l’entusiasmo non sempre paga, ma a quanto pare raramente metto in pratica ciò che predico. Torno da un italianissimo fine settimana che ancora mi opprime il cuore e mi ritraggo.

Né qui, né lì, sembra essere l’amara conclusione…
Ma allora, dove?

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category: esistenziale, loneliness, valladolid
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giovedì, 08 gennaio 2009
"Perciò io maledico
il modo in cui sono fatto,
il mio modo vigliacco di restare
sperando che ci sia
quello che non c'è.
Curo le foglie,
saranno forti
se riesco ad ignorare
che gli alberi sono morti."

Insomma, parafrasando quel gran cantautore che è Aute, una ferita per il solo fatto di essere cicatrice non brucia di meno.
E questo è l'inizio del mio 2009, invischiata ancora una volta in quello che non c'è.
Brutta storia, la presunzione dell'amore.


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category: amore, riflessioni, venezia, esistenziale
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lunedì, 24 novembre 2008
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category: musica, esistenziale, dive
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domenica, 26 ottobre 2008
posternocheVees?
Ahora que te vas de mi vida, vuelve a llover.


Piove ininterrottamente da tre mesi, a Santiago di Compostela.
Ombrelli aperti tingono la città di nero.
Spleen, che quegli ombrelli li ripara, vorrebbe di più, per i suoi 33 anni già compiuti, che notti di pioggia passate nella
taverna dei drammatici, bevendo assenzio e giocando al cadavere squisito, in un revival bohemienne anacronistico come i vestiti che indossa.

Crede in tre cose, Spleen.
Ama, tre cose:
gli Smiths, la poesia di Ramòn del Valle Inclàn e le ragazze cattive con la frangetta, ma a Santiago di Compostela non c’è niente di tutto ciò. Per questo sogna il Messico, un Messico dove suo nonno era arrivato in bicicletta e dove le ragazze si tagliano i capelli e li ornano di lucciole.
Poi, in una notte di eclissi - la notte del fin del mundo - smette di piovere e appare lei: straniera e malinconica, di bianco e di azzurro tanto da stonare, in uno scenario così nero.
Inizia l’avventura, fatta di stelle e cattedrali, di paesaggi metafisici e rave parties, di pazzi e santi, di soprannaturale e terreno, di formazione e di amore, illusione e inganno.
Tutto e niente, in una notte.
Tutto e niente in La noche que dejò de llover, di Alfonso Zarauza.

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category: riflessioni, cinema
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giovedì, 16 ottobre 2008


C’è grossa crisi, dicono.

Wall Street crolla, Piazza Affari è in ginocchio, i piccoli risparmiatori tornano a confidare nel materasso e Zapatero continua a ripetere che tutto ciò non avrà alcuna conseguenza per la Spagna.
Berlusconi, dal canto suo, dice che bisogna piantarla con l’evasione fiscale (“Conosco bene il problema della corruzione”, afferma candidamente), continuare a investire in banca e soprattutto smettere di scioperare, che lui non ha tempo per questi giochetti.
La ricetta del Cavaliere, provare per credere.
Intanto leggo che la ministra velina, al secolo Mara Carfagna, ha chiesto alla Guzzanti un milione di euro come risarcimento per i danni che le ha causato la satira di Sabina (“una bella donna, ma che tariffe!”, risponde la comica sul suo blog) e che la periferia di Madrid si sta riempiendo di gitani rumeni – migliaia – costretti alla fuga dall’Italia per le politiche xenofobe berlusconiane.
Insomma, niente è cambiato rispetto a qualche anno fa.
Cambiano gli obiettivi, gli zingari piuttosto che gli immigrati clandestini e Sabina Guzzanti piuttosto che Daniele Luttazzi, e le modalità, il presidio militare invece che i CTP e la citazione per danni al posto dell’ostracismo televisivo, ma la sostanza è la stessa.
Se non è zuppa, è pan bagnato, direbbe mia nonna, che lei, saggia, il materasso non l’ha mai lasciato per una banca.
Nel frattempo la Chiesa Cattolica tace, troppo impegnata nel lodevole tentativo di riabilitare Pio XII, e neanche questa è una novità.

Devo ammetterlo, osservo tutto questo affascinata.
In una maniera perfida, forse, visto che davvero mi manca solo il pacchetto di pop corn tra le mani.
Ho smesso da tempo, di difenderci, e la rabbia di una volta sembra essersi trasformata in una tristezza pacata ma persistente. L’impotenza nei confronti dello stato in cui versa il mio Paese è una specie di spina del fianco che acutizza un po’ di più il suo dolore ogni volta che leggo commenti della stampa spagnola sulla politica italiana o che la mia coinquilina, orgogliosamente gitana, mi domanda: “ma davvero su quella spiaggia la gente continuava a spalmarsi la crema con i cadaveri di due bambine davanti?”.

Uff.
Non male la vena tragica che sto prendendo, considerando che questo doveva essere tutto un altro post. Ma che volete farci, a volte rifletto anch’io…e la nostalgia canaglia assale.
Anche di un Paese che sogna e che sbaglia, sì.


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category: politica, riflessioni, polemiche, nevrosi
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venerdì, 26 settembre 2008
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When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life, well hang on
Don't let yourself go, 'cause everybody cries and everybody hurts sometimes

Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think you've had too much of this life, well hang on

'Cause everybody hurts. Take comfort in your friends
Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no. Don't throw your hand
If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone

If you're on your own in this life, the days and nights are long,
When you think you've had too much of this life to hang on

Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on
Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
Everybody hurts. You are not alone
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category: esistenziale, loneliness
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sabato, 02 agosto 2008
IMG_3592Il verso finale del Poema 14 di Neruda.
Mi ha sempre emozionato.
Una metafora così essenziale, così rotonda, da riempire bocca e petto, testa e mani.
Stavolta è apparsa su un muro di Salamanca...inaspettata, ha stordito ancora una volta.

E per quanto continui a credere che gli uomini riescono meglio nella prosa, questa resta - senza dubbio alcuno - la dichiarazione più intensa.
Quella da invidiare.
author: statitransitori
category: viaggi, vita, esistenziale
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domenica, 01 giugno 2008
Bene.
Di fronte a tanta, reiterata assenza non saprei davvero da dove cominciare, se non coprendomi il capo di cenere.
Però è pur vero che *mese nuovo vita nuova* e quindi, invece di chiudere i battenti - come stavo programmando da tempo, visto che ormai non scrivo quasi più - ho pensato, perchè no,  di unirmi anch'io ai bloggers annoiati della domenica, con l'ennesimo giochino incontrato per caso qui

http://www.catepol.net/2008/04/06/gioco-meme-
per-blogger-della-domenica-catepol-per-immagini/

Dunque ecco a voi il  GIOCO MEME PER BLOGGERS DELLA DOMENICA

REGOLE: Rispondi alle 16 domande senza usare le parole, ma usando la prima immagine che Google Images ti propone digitando la risposta.

1) La mia età al prossimo compleanno

28settimanedopozs2Ironia della sorte, è il titolo di un film dell'orrore uscito l'anno scorso!

2) Un posto che vorrei visitare:

photo_lg_istanbul
3) Il mio posto preferito

remer
La foto è orribile, il posto incantevole.
C'è una vista sul canal grande da mozzare il fiato.

4) Il mio oggetto preferito

moleskine_15) Il mio cibo preferito

grigliata di pesce
Devo essere sincera: qui la lotta è stata duriiiisssima

6) Il mio animale preferito:

koala450j
Ebbene sì, lo ammetto: da piccola guardavo Georgie.
E prima di invidiarle Abel e Arthur le invidiavo il koala.
Poi sono cresciuta.

7) Il mio colore preferito:

bubbles viola
8) Il posto in cui sono nata

mappalabico
Oh, a ognuno la sua sfiga.
E questa è stata la mia: a 40 km da Roma, ma dispersi nel nulla!


9) Il posto in cui vivo

1915667-Valladolid-Valladolid
10) Il nome di un animale domestico che ho avuto

Nutella
Liberi di non crederci, ma avevo chiamato nutella il mio cane!

10) Il mio nickname sul blog

enjoing the long days of summer
( wow, è la foto di un vecchio post)

12) Il mio vero nome

flavia_vento_48
Ora, cosa ci posso fare io se la donna più famosa col mio nome è un'oca giuliva cui piace svestirsi e dire idiozie?
Per la cronaca, state guardando il culo di Flavia Vento, professione (?!) showgirl.


13) Il nome della mia nonna materna

maria5
Bè, non vi stupirete mica?!
La metà delle nonne d'Italia si chiama Maria!
Ora, forse farà più effetto vedere quest'immagine tra il culo della Vento e la foto che appare qui sotto...copertina di un porno di serie B, che non è altro - ahimè -  che il primo risultato di google inserendo

14) Il nome della mia nonna paterna

secondcoverit
Sì.
Mia nonna si chiama Secondina (e ancora ringrazio i miei per avermi risparmiato il suo nome)

15) Una mia brutta abitudine

troppicaffun816) La mia vacanza preferita

citta_d_arte
Non per essere ripetitive, eh. Ho solo digitato *città d'arte*

E questo è quanto.
Se giocate fatemelo sapere, che vengo a farmi 2 risate!
Nel frattempo, che dire?
Chissà che l'inaspettata nota *soft hard* non mi faccia fare un'impennata di visite.

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lunedì, 28 aprile 2008

1433577621_6856929853_oUn mandarino era innamorato di una cortigiana.
"Sarò vostra - disse lei - solo quando voi avrete passato 100 notti ad aspettarmi su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra".

 

 Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto braccio, e se ne andò.


Roland Barthes, FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO

http://flickr.com/photos/amodiovalerioverde/1433577621/

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category: testi, nevrosi, esistenziale
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