lunedì, 28 aprile 2008

1433577621_6856929853_oUn mandarino era innamorato di una cortigiana.
"Sarò vostra - disse lei - solo quando voi avrete passato 100 notti ad aspettarmi su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra".

 

 Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto braccio, e se ne andò.


Roland Barthes, FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO

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giovedì, 17 aprile 2008
bel paeseNon voglio parlare di politica. Non posso, parlare di politica, soprattutto considerando la vergogna che provo per non essere tornata in Italia a votare. Il lavoro, i soldi, il tempo…cazzate così me lo hanno impedito.
Però sì, posso parlare un po’ di Storia.
Storia patria. Per riflettere, quantomeno.
E senza esprimere commenti: solo voglio postare la biografia (quasi) ufficiale del neo Premier, il Cavaliere, al secolo Silvio Berlusconi.

1936 Nasce a Milano il 29 settembre, da Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga. 1954. Prende la maturità classica al liceo salesiano Copernico e s'iscrive all'Università Statale, facoltà di Giurisprudenza. A tempo perso, vende spazzole elettriche porta a porta, fa il fotografo ai matrimoni e ai funerali, suona il basso e canta nella band dell'amico d'infanzia Fedele Confalonieri (anche sulle navi da crociera). 1957. Primo impiego saltuario nella Immobiliare costruzioni. 1961. Si laurea in legge con 110 e lode, a Milano: tesi sugli aspetti giuridici del contratto pubblicitario, e vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare. E si dà all'edilizia, acquistando un terreno in via Alciati, grazie alla garanzia fornitagli dal banchiere Carlo Rasini, che gli procura anche un socio, il costruttore Pietro Canali. Nasce la Cantieri Riuniti Milanesi. 1963. Fonda la Edilnord Sas: soci accomandanti Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico (per la misteriosa finanziaria luganese Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag).

Nel 1964 apre un cantiere a Brugherio per edificare una città-modello da 4 mila abitanti. 
Nel 1965 è pronto il primo condominio, di cui però non riesce a vendere nemmeno un appartamento. Poi, non si sa come, riesce a venderlo al Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali.
1965. Sposa Carla Elvira Dall'Oglio, genovese, che gli darà due figli: Maria Elvira (1966) e Piersilvio (1969). 
1968. Nasce l'Edilnord 2, acquistando terreni a Segrate, dove sorgerà Milano 2.
1969. Brugherio è completa con 1000 appartamenti venduti.
1973. Fonda la Italcantieri Srl, grazie ad altre due misteriose fiduciarie ticinesi, la Cofigen (legata al finanziere Tito Tettamanti) e la Eti AG Holding (amministrata dal finanziere Ercole Doninelli).

Acquista ad Arcore, grazie ai buoni uffici dell'amico Cesare Previti, la villa Casati Stampa con tutti i terreni ad Arcore, a prezzo di superfavore. Previti infatti è pro-tutore dell'unica erede dei Casati Stampa, la contessina dodicenne Annamaria, e contemporaneamente amico di Silvio e in affari con lui.
1974. Grazie a due fiduciarie della Bnl, la Servizio Italia e la Saf, nasce l'Immobiliare San Martino, amministrata da un ex compagno di università, Marcello Dell'Utri, palermitano. In un condominio di Milano 2 nasce una tv via cavo, Telemilano 58, che passerà ben presto all'etere col nome di Canale 5. Berlusconi si trasferisce con la famiglia a villa Casati, affiancato dal boss mafioso Vittorio Mangano, assunto in Sicilia da Dell'Utri come "fattore", cioè come amministratore della casa e dei terreni. Mangano lascerà Arcore soltanto un anno e mezzo - due anni più tardi, in seguito a due arresti e a un'inchiesta a suo carico per il sequestro di un ospite della villa amico di Berlusconi.

1975. Le due fiduciarie danno vita alla Fininvest. Nascono anche la Edilnord e la Milano 2. Ma Berlusconi non compare mai: inabissato e schermato da una miriade di prestanomi dal 1968 al 1975, quando diventa presidente di Italcantieri, e al 1979, quando assumerà la presidenza della Fininvest. 1977. Appena divenuto Cavaliere del Lavoro, acquista una quota dell'editrice de Il Giornale, fondato nel 1974 da Indro Montanelli. 1978-1983. Riceve circa 500 miliardi al valore di oggi, di cui almeno una quindicina in contanti, per alimentare le 24 (poi salite a 37) Holding Italiana che compongono la Fininvest, di cui si ignora tutt'oggi la provenienza.

Sono gli anni della scalata di Bettino Craxi, segretario del Psi dal 1976, al potere e della sua ascesa al governo.

1978. Si affilia alla loggia massonica deviata e occulta "Propaganda 2" (P2) del maestro venerabile Licio Gelli, a cui è stato presentato dal giornalista Roberto Gervaso. Tessera numero 1816. Di lì a poco comincerà a ricevere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al "Corriere della Sera", controllato dalla P2 tramite Angelo Rizzoli e Bruno Tassan Din. La P2 verrà poi sciolta, in quanto "eversiva", con un provvedimento del governo Spadolini. 1980. Berlusconi fonda, con Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, la concessionaria pubblicitarie per le reti tv.

Conosce l'attrice Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al teatro Manzoni di Milano senza veli. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Berlusconi la riconosce. Padrino di battesimo, Bettino Craxi.
1981. I giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sui traffici del bancarottiere mafioso e piduista Michele Sindona, trovano gli elenchi degli affiliati alla loggia P2. Ma Berlusconi non subisce danni dallo scandalo che travolge il governo, l'esercito, i servizi segreti e il mondo del giornalismo.

1982. Berlusconi acquista l'emittente televisiva Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi.
1984. Berlusconi acquista l'emittente Rete 4 dalla Mondadori: ormai è titolare di tre network televisivi nazionali, e può entrare in concorrenza diretta con la Rai. Ma tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegali di programmi in "interconnessione", cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale.

Craxi vara un decreto urgente (il primo "decreto Berlusconi") per legalizzare
la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo "decreto Berlusconi"), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia.
1985. Berlusconi divorzia da Carla Dell'Oglio e ufficializza il legame con Veronica, che gli darà altri due figli: Eleonora (1986) e Luigi (1988). Le seconde nozze verranno celebrate, con rito civile, nel 1990, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi, Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Gianni Letta.

1986. Berlusconi acquista il Milan Calcio e ne diviene presidente (nel 1988 vincerà il suo primo scudetto). Intanto fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. 
E' Jacques Chirac a cacciarlo dal suolo francese, definendolo "venditore di minestre".1988. Il governo De Mita annuncia la legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Che in pratica fotografa il duopolio Rai-Fininvest, senza imporre al Cavaliere alcun autentico tetto antitrust. Berlusconi acquista la Standa. La legge verrà approvata nel 1990.

1989-1991. Lunga battaglia fra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso, Epoca) e tutto il settore libri. Grazie a una sentenza del giudice Vittorio Metta, che il tribunale di Milano riterrà poi comprata con tangenti dall'avvocato Previti per conto di Berlusconi, il Cavaliere strappa la Mondadori al suo concorrente. Una successiva mediazione politica porterà poi alla restituzione a De Benedetti almeno di Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi.

1990. Il Parlamento vara la legge Mammì, fra le polemiche: Berlusconi può tenersi televisioni (nel frattempo è entrato anche nel business di Telepiù) e Mondadori, dovendo soltanto "spogliarsi" de Il Giornale (che viene girato nel '90 al fratello Paolo).

1994. Berlusconi, ormai orfano dei partiti amici, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, entra direttamente in politica, fonda il partito di Forza Italia, vince le elezioni politiche del 27 marzo alla guida del Polo delle Libertà e diventa presidente del Consiglio. Il 21 novembre viene coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza. Il 22 dicembre è costretto a dimettersi, per la mozione di sfiducia della Lega Nord, che non condivide più la sua politica sociale e preme per la risoluzione del conflitto d'interessi.

1996. Berlusconi, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e soprattutto corruzione giudiziaria insieme a Previti, si ricandida alle elezioni politiche, ma perde. Vince il candidato del centrosinistra (Ulivo), Romano Prodi. Trascorrerà 5 anni all'opposizione, alle prese con una serie di inchieste giudiziarie e di processi, conclusi con diverse condanne in primo grado, poi trasformate in prescrizioni e (raramente) in assoluzioni in appello e in Cassazione.

2001. Il 15 maggio vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà e torna alla presidenza del Consiglio.

Il resto, è Storia piuttosto recente. Gli anni del suo Governo, le ulteriori leggi a proprio favore o a favore dei suoi, le inenarrabili gaffes a livello europeo, il discredito del nostro Paese, la speranza con il Governo Prodi, la rassegnazione, lo sconforto.
E di questo passo di BEL PAESE, ci resterà solo il formaggino!
(O, per dirla alla Oliviero Toscani: *moriremo vestiti alla moda, ma vuoti, volgari e idiotizzati nel profondo*)
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giovedì, 27 marzo 2008
Alice

Sono completamente assorbita in una di quelle giornate dell' inconsistenza, dove propositi e desideri si rincorrono inutilmente prima di soccombere all'impietosa potenza della mia pigrizia.
Vago in ebay guardando magliette con fiocchi e tour eiffel addosso a ragazze abbondanti e con il mio stesso taglio di capelli.  Penso che dovrebbero optare per altri pantaloni, quelle ragazze, così come io dovrei optare per un altro taglio.
*Qualcosa che ti favorisca di più*, direbbe mia zia, impietosa come sempre.

Le magliette, in compenso, mi piacciono, anche se in realtà vorrei un vestito Bauhaus e un impermeabile bianco, per inaugurare la stagione delle piogge sottili.
Favorirebbero di più questo inutile scorrere di pensieri.

Dovrei fare un sacco di cose, lo so.
Ad esempio, dovrei raccontarvi perchè sono sparita, e perchè così a lungo.
Ma sto pensando al mio impermeabile nuovo,ed è già 27.
Devo onorare una promessa, prima di diluire questa giornata liquida tra le vie di Roma: ANCHE L'INUTILITà, A VOLTE, MERITA DI ESSERE FAVORITA.

 

P.s. l'illustrazione è di Trevor Brown, la trovate in www.microservios.com, in una splendida raccolta di *Alice oltre Alice*.
Un giorno ve la raconterò, la mia grande passione per Alice...

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domenica, 27 gennaio 2008
 
*Coin Operated Boy*

Dresden Dolls

coin operated boy
sitting on the shelf he is just a toy
but i turn him on and he comes to life
automatic joy
that is why i want a coin operated boy

made of plastic and elastic
he is rugged and long-lasting
who could ever ever ask for more
love without complications galore
many shapes and weights to choose from
i will never leave my bedroom
i will never cry at night again
wrap my arms around him and pretend....

coin operated boy
all the other real ones that i destroy
cannot hold a candle to my new boy and i'll
never let him go and i'll never be alone
not with my coin operated boy......

this bridge was written to make you feel smittener
with my sad picture of girl getting bitterer
can you extract me from my plastic fantasy
i didnt think so but im still convinceable
will you persist even after i bet you
a billion dollars that i'll never love you
will you persist even after i kiss you
goodbye for the last time
will you keep on trying to prove it?
i'm dying to lose it...
i want it
i want you
i want a coin operated boy.
and if i had a star to wish on
for my life i cant imagine
any flesh and blood could be his match
i can even take him in the bath

coin operated boy
he may not be real experienced with girls
but i know he feels like a boy should feel
isnt that the point that is why i want a
coin operated boy
with his pretty coin operated voice
saying that he loves me that he’s thinking of me
straight and to the point
that is why i want
a coin operated boy.

author: statitransitori
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venerdì, 25 gennaio 2008

Ora,

la settimana scorsa ho quasi rischiato di venire alle mani con un amico spagnolo, che durante un'accalorata discussione mi ha detto: *ogni Paese ha i politici che si merita*.

Poi vedo questo

2

Questo

1

E infine questo

4

E DAVVERO, NON SO COME DIFENDERCI.

(immagini tratte dal sito de La Repubblica)

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lunedì, 31 dicembre 2007

bollicine dorare

   Lei sfogliava i suoi ricordi 
   l e sue istantanee 
   i suoi tabù

 

   Aida, Rino Gaetano

 

Mille e una puntata di Grey’s Anathomy.

Tutto Truffaut.

Boris Vian ancora una volta e Gondry a settimane alterne.

La terapia di mia madre.

Il momento esatto in cui mio padre si è accasciato a terra.

La corsa folle verso di lui, urtando persone, calpestando fogli, facendo cadere oggetti.

Quelle 7 ore di intervento con davanti agli occhi un saggio da finire per il giorno dopo senza riuscirne a leggere una sola riga.

Gli occhi nuovi.

Desiderare di essere altrove.

Imparare a fare a meno di un amico, perché  è così che ha scelto.

Il matrimonio di F.

Una, dieci, 100 volte Smiths.

L’insoddisfazione.

Internet alla ricerca di una via di fuga e voli low cost contro la  frustrazione.

Il ragazzo conosciuto su uno di quei voli, che mi ha fatto sentire viva dopo mesi.

Piccole oasi di positività.

Pacchi di libri da scartare.

La scrittura.

Un blog, per uscire un altro po’ dall’immobilità.

Le parole che scaldano e ti fanno sentire migliore.

Ricominciare a desiderare.

Francesco Venezia che mi ricorda che in fondo è architetto, che sono, e dovrei smetterla di rifiutarlo.

Un intero master per farmi prendere coscienza di questo.

Rapporti di sorellanza sparsi per il mondo che restano, solidi e fiduciosi.

Fiumi di spritz in campo Santa Margherita e il gin tonic che schiarisce la mente.

La sensazione di essere a casa, circondata da legami profondi.

La sera che mi hai detto *Rimani, dormi con me stanotte, che sto bene solo quando sei qui*

La porta che mi sono chiusa alle spalle, per resisterti e resistermi.

Esorcizzarti.

E quella notte di settembre su un’altana, dove la leggerezza per la prima volta è stata premiata, e non punita.

Le litigate attraverso una tastiera, furiose seppur virtuali.

La partenza.

Ancora una volta valigia rossa.

Una nuova casa, un nuovo inizio.

Architettura contemporanea come se piovesse.

Tornare a fare mattina perché ti stai divertendo e la serata può continuare.

L’affetto e la stima di persone fino a due mesi fa sconosciute.

Un ragazzino biondo che vorrebbe farti felice e il pensiero di un unico rimpianto.

Respirare.

E camminare fiduciosa.

 

E questo è quanto.

C’è qualcosa, per cui brindare.

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venerdì, 28 dicembre 2007

nikolaus

Be’, insomma.

È più o meno così che mi sento.

Il Natale mi ha travolta, col suo carico

di frastorni familiari, domande, buone intenzioni

e vagonate di cibi casalinghi

che avrebbero potuto nutrirmi fino al 2012.

 

Eppure sono viva.

Speriamo di sopravvivere anche al Capodanno.

 

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venerdì, 14 dicembre 2007

Martedi, 11 Dicembre

OROSCOPO del giorno per il segno dell'ACQUARIO           

By Ivana Raffa

 

*Nella tua sfera professionale sei il primo a stupirti della facilità con cui riesci a concludere affari, progetti e accordi. Proposte di collaborazione, lavori e occasioni di guadagno extra ti permettono di fare qualche spesa folle e concederti un piccolo lusso. Buoni i rapporti con i soci d’affari. Giornata adatta a una sana introspezione*.

 

 

E poi, semplicemente, gli eventi accadono.

Senza lasciarti il tempo di rendertene conto, senza la minima indulgenza nei confronti della tua lentezza nel reazionare.

Così.

Ti girano intorno e se ne fregano se tu, giusto da qualche giorno, avevi preso delle decisioni che credevi essere abbastanza a lungo termine sulla tua vita. Ma gli eventi accadono, appunto, e finisce che anche uno stupido oroscopo letto distrattamente la notte prima, ridendoci su con la coinquilina, acquisti valore.

Perché proprio martedì 11 dicembre nello studio dove sto facendo lo stage mi è stato offerto di fermarmi anche i primi mesi del 2008, per concludere il lavoro di cui mi sto occupando.

Pagata, stavolta.

E senza neanche permettermi di riprendermi dalla sorpresa, questi stessi signori - che oltre ad essere i miei capi sono docenti universitari - mi hanno proposto, immediatamente dopo, il dottorato di ricerca, anche se le matricole di questo ciclo si sono chiuse il 15 di novembre.

Anche se le borse di studio sono già state assegnate.

*In qualche modo faremo* mi hanno detto.

 

E così è stato: da ieri ho un contratto per i prossimi 3 mesi, rinnovabile, e sono stata ufficialmente accettata *de forma excepional fuera de plazo* al dottorato di ricerca dell’Università di Valladolid, città che quindi sarà la mia per i prossimi due anni.

Che dire?

Le cose accadono.

Lasciamole fare.

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venerdì, 07 dicembre 2007

untitled

Così mi disse un giorno, per quanto non con queste stesse parole ma in maniera decisamente acuta, un amico blogger (vero P.?), riassumendo senza saperlo tutta la sostanza anche di questo mio spazio virtuale, che trasuda malinconia quanto un libro della Morante.

Ora, forse vi sarete accorti che ultimamente scrivo molto di meno.

Il fatto è che, semplicemente, fatico ad essere triste.

Ho giornate piene, stancanti e piacevoli, che mi lasciano sfinita ma soddisfatta.

Molto stancanti, in realtà, specie da quando due volte a settimana mi mandano a seguire il cantiere di un sito archeologico (talmente lontano freddo e arido che in confronto il gran canyon sembra agevole), ma altrettanto piacevoli per lo stesso motivo, specie da quando sono stata affiancata al giovane archeologo che da maggio si occupa degli scavi.

Competente, certo, ma soprattutto carino in una maniera imbarazzante, che mi spiega le cose con una voce tale che non ci metto più di un secondo, a dimenticarmi che in realtà è solo di drenaggi e opus signinum e fase celtiberica, ciò di cui sta parlando, mentre mi guarda fisso in viso; dimenticanza cui hanno fatto seguito nella mia testa, in più di qualche occasione, pensieri non solo poco professionali, ma anche del tutto passibili di censura.

 

La sostanza, amici miei, è che sono decisamente di buon umore, in questo periodo, e la malinconia non so più dove sta di casa, per cui per un po’ dovrete accontentarvi di un post come questo.

Sgangherato e poco ispirato, ma felice.

 

Ah, messaggio per quanti hanno la (mala) sorte di conoscermi in 3D: siete assolutamente diffidati dal ricordarmi che se c’è una categoria professionale che ho sempre detestato è quella degli archeologi, dunque le conseguenti parole, non propriamente amichevoli e lusinghiere, che ho sempre avuto nei loro confronti.

Dimenticatele.

Mi convertirò anch’io alla spasmodica ricerca dell’anno zero.

 

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venerdì, 23 novembre 2007

Trovarsi a rileggere, per caso, con noncuranza, parole che sono andate molto vicine a sfiorarti.

Parole in cui sentirsi improvvisamente compresa e potersi rifugiare, come in un androne durante un temporale estivo.

Parole che hanno fatto sorridere ma anche arrabbiare, piangere; che hanno scaldato e allo stesso tempo deluso, colpito piano ma con decisione in quella zona del torace che curva a sinistra e che molti imperterriti continuano a chiamare cuore.

Niente era arrivato così in fondo, da tempo.

E ripensare al fastidio di decisioni subite piuttosto che prese, solo da parole malamente espressate.

A come è pesato, non poter essere spontanee, non saper dire, o forse riuscire a dire solo ciò che è semplice, che galleggia sulla superficie.

Sentir scivolare a fatica, sillabe dalle proprie labbra.

Le stesse che immancabilmente hanno finito per negarsi.

 

Sembra una vita fa.

Si chiude un *episodio* come si chiude un paragrafo di un testo, in fondo.

Come si finisce un capitolo di un libro, per quanto amato.

Dopo tutto, erano solo parole.

 

Intanto, cerco qualcuno che non mi voglia salvare, e mi pare già un inizio.

 

author: statitransitori
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